BAHA'I INTERNATIONAL COMMUNITY
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COMUNICATO STAMPA:
La Baha'i International Community esprime sgomento per la mancata Risoluzione sui Diritti Umani contro l'Iran Preoccupazione per il peggioramento della persecuzione dei Baha'i in Iran
GINEVRA (14 aprile 2005) — La Comunita Internazionale Baha’i ha espresso oggi la sua costernazione ed il proprio disappunto per la bocciatura da parte della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite persino a prendere in considerazione una risoluzione sui diritti umani in Iran, visto il peggioramento della situazione in quel paese e in particolare della persecuzione dei Baha’i.
“Alla luce dell'acuirsi della violazione dei diritti umani contro la comunita Baha’i dell'Iran, e quanto meno sorprendente che la Commissione per i Diritti Umani abbia impedito per il terzo anno consecutivo di rinnovare il monitoraggio internazionale della situazione,” ha affermato Bani Dugal, Principale Rappresentante della Baha’i International Community alle Nazioni Unite.
“Nel corso dell'anno passato, due importanti luoghi sacri Baha’i sono stati distrutti, agli studenti Baha’i e stato negato l'accesso all'istruzione universitaria e, piu di recente, i Baha’i a Yazd e a Teheran sono stati investiti da una nuova ondata di aggressioni, arresti e detenzioni."
“Tutto cio e avvenuto quale espressione di un modello reiterato di persecuzione religiosa istigata e permessa dal governo iraniano, che negli anni passati si e trovato di fronte a una chiara condanna della comunita internazionale per le sue azioni ,” ha detto la signora Dugal.
“Noi esprimiamo il nostro profondo disappunto per il fallimento della Commissione per i Diritti Umani nel tenere fede al suo mandato ,” ha aggiunto la signora Dugal. “Sfortunatamente, i paesi che nel passato avevano proposto risoluzioni che chiedevano il monitoraggio internazionale dell'Iran si sono tirati indietro anche quest'anno,” ha ribadito la signora Dugal.
I commenti della signora Dugal giungono oggi al termine del periodo per l'esame, da parte della Commissione, di risoluzioni contro specifici paesi, quando tutte le speranze per la risoluzione contro l'Iran sono svanite.
Tre settimane fa, la Baha’i International Community aveva chiesto con estrema urgenza alla Commissione di presentare e approvare una risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Iran, spiegando che “le evidenti, flagranti e ripetute violazioni dei diritti umani in Iran -inclusi gli abusi che hanno come obiettivo i Baha’i in quel paese — giustificavano il ristabilire un meccanismo di monitoraggio.”
“Per tre anni, questa Commissione non e stata capace di presentare una risoluzione sull'Iran, mentre la situazione si e gradualmente ma costantemente deteriorata,” ha detto Diane Ala’i, la Rappresentante della Comunita alle Nazioni Unite a Ginevra, in una dichiarazione alla Commissione del 23 marzo 2005.
“E adesso, negli ultimi mesi, abbiamo avuto l'impressione di un ritorno al passato, a circa 20 anni fa o piu, allorche siamo stati testimoni di una ripresa di violenti attacchi contro la comunita baha’i in Iran,” ha dichiarato la signora Ala’i.
“Lo scoppio piu grave e avvenuto a Yazd, dove diversi Baha’i sono stati aggrediti nelle loro case e bastonati, un negozio di proprieta di un Baha’i e stato dato alle fiamme e devastato, e altri ancora sono stati aggrediti e minacciati, a seguito di una serie di arresti e detenzioni a breve termine. Il cimitero baha’i di Yazd e stato arbitrariamente distrutto con automezzi guidati sopra le tombe, lapidi schiacciate e i resti che erano interrati lasciati esposti.”
La signora Ala’i ha detto inoltre che in marzo, a Teheran, la polizia segreta iraniana e entrata nelle case di diversi Baha’i trascorrendo ore a saccheggiare le loro abitazioni prima di sequestrare i loro beni e traducendo poi le persone in stato di custodia.
“Cinque Baha’i sono stati imprigionati proprio lo scorso mese,” ha ribadito la signora Ala’i. “Due sono stati finalmente rilasciati su cauzione, ma i membri della famiglia e della comunita non sono stati in grado di sapere dove si trovino quelli detenuti. Altri due, che erano stati precedentemente imprigionati per un breve periodo soltanto per aver distribuito copie di una garbata lettera al Presidente Khatami, hanno ora ricevuto il massimo della pena per questa cosiddetta offesa."
“Piu di sei famiglie baha’i hanno avuto recentemente case e terreni confiscati, restando prive dei loro unici mezzi di sussistenza." “Inoltre, le violazioni dei diritti umani in Iran sono ancora una volta diventate cosi gravi, dal nostro punto di vista, da giustificare un chiaro segnale da parte della comunita internazionale- subito." Ha concluso la signora Ala’i in marzo.
Fra il 1978 e il 1998, il governo iraniano ha giustiziato piu di 200 Baha’i. Centinaia di Baha’i sono stati imprigionati, e decine di migliaia private di impiego, pensione, societa d'affari e opportunita di istruzione.
Di fronte all'intensa pressione internazionale, espressasi nella sua forma piu significativa attraverso una serie di risoluzioni sui diritti umani delle Nazioni Unite, il governo iraniano ha semplicemente fermato le esecuzioni e ridotto in misura notevole il numero dei Baha’i imprigionati.
Mentre da un lato ha posto fine alle forme piu egrege di violenza diretta contro i singoli membri della comunita baha’i, il governo ha nondimeno proseguito la sua campagna di persecuzione, soprattutto attraverso restrizioni sociali ed economiche aventi lo scopo di soffocare lentamente un'intera comunita religiosa.
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